Te lo dico onesto. Sono le 14, ci sono 32 gradi, sto salendo
da via Calcare a Sarno e la strada sembra non finire mai. Asfalto che diventa
sterrato, sterpaglie, muri a secco. Il navigatore non prende più. Il Saretto è
una bestia.
Poi lo vedi. Lassù. Bianca, sventrata.
Villa dei Pini.
E capisci subito che non è la solita villetta abbandonata dove vanno i ragazzini a fumare.
Siamo a Sarno, provincia di Salerno, sulla vetta occidentale
del Monte Saretto. Quella collina che domina tutta la valle. Questa era la
succursale dell'ospedale principale, Villa Malta. Quella giù a valle, .
Se entri oggi trovi ancora il cartello arrugginito con i
reparti specialistici. Era un ospedale vero, che funzionava.
Poi arriva la notte del 5 maggio 1998.
Non vi faccio la lezione di storia, ma dovete capire una
cosa: a Sarno quella notte sono morte 137 persone. Frane, fango, case sparite.
L'ospedale Villa Malta, quello principale, viene preso in pieno alle 23:31 da
una colata gigantesca. Ci muoiono dentro 2 medici, 3 infermieri, il portiere e
5 pazienti. Finito. Sepolto.
Villa dei Pini invece si salva miracolosamente. Per posizione.
Essendo quassù, isolata, il fango non la prende. Resta lì, bloccata, senza
luce, senza strada. Il giorno dopo i giornali scrivono che gli elicotteri
riescono a raggiungerla e calano sul tetto bombole di ossigeno, medicinali e
viveri per i circa 40 pazienti rimasti dentro.
È l'unico ospedale di Sarno che non è stato distrutto.
L'unico.
E poi? Poi l'hanno lasciato morire lo stesso. Chiuso. Abbandonato. Fine.
Entro e la prima cosa che trovo per terra è uno stivale di
gomma gallo io che sono un mega fan dei film horror la prendo male, mi ricorda lo stivale di Georgie di It uno dei film piu' disturbanti tra quelli che ho visto..... ma ritorno alla realta' e presumo sia una testimonianza di quei giorni in cui Sarno lottava contro la natura avversa!. Non so da quanto è lì. Forse dal '98. Forse è di un
soccorritore.
Dentro è un labirinto di roba crollata. Le scale che avete
visto in foto, con il gradino sfondato in mezzo, piene di piastrelle rotte.
C'è la cucina distrutta, l'altarino con la finestrella ad
arco sopra, le stanze dove hanno scarabocchiato di tutto. "12K SU
CLASH", "AMO TE". Classico.
Ma la cosa che ti spacca è quando esci sulle terrazze. Da
una parte hai il Castello di Sarno a 200 metri, dall'altra tutta la piana, e in
fondo il Vesuvio. Silenzio totale. Solo il vento che sbatte le ante. Una mi ha
fatto prendere un infarto, ve lo giuro.
Non è un posto allegro. Si sente che qui è successa una tragedia. Qui' non ci sono fantasmi. C'è solo la puzza di muffa, di cemento marcio e di una storia che questo paese non ha mai dimenticato.
Ci vediamo nel prossimo posto dimenticato!.









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