Ieri abbiamo scovato una villa brutalista in Costiera Amalfitana, oggi — per par condicio — ve ne mostriamo una in Costiera Cilentana. O meglio: ci siamo quasi cascati anche noi!
A prima vista, davanti ai volumi vigorosi e all'uso crudo dei materiali di Casa "F" (a Santa Maria di Castellabate), verrebbe subito da gridare al capolavoro brutalista. Ma fermatevi un attimo. La critica architettonica ci insegna che etichettarla così è un errore affascinante.
Progettata nel 1966 dal grande architetto napoletano Nicola Pagliara, questa villa sfugge alle etichette rigide.
Perché non è brutalista (al 100%)?
Il Brutalismo ha il suo re indiscusso nel cemento armato a vista (béton brut). Qui, invece, a dominare è la pietra locale e naturale, raccolta direttamente dalla spiaggia circostante. Un dettaglio che cambia tutto: la struttura non si impone sul paesaggio con forza industriale, ma si fonde mimetica con la scogliera.
Niente monumentalismi asettici o geometrie fredde. L'opera dialoga visceralmente con la linea della costa, inserendosi a pieno titolo nell'alveo dell'architettura organica (fortemente debitrice di Frank Lloyd Wright) e del Neoliberty italiano.
Eppure... quel brivido brutalista c'è
Guardandola da vicino, però, è impossibile non cogliere le affinità :
L'onestà strutturale: Esattamente come i maestri brutalisti, Pagliara mette a nudo la materia. Zero intonaci di finitura, zero orpelli o decorazioni superflue. La verità dei materiali è urlata, non nascosta.
La plasticità scultorea: Il gioco di incastri, logge scavate e volumi forti crea un chiaroscuro pazzesco sul bagnasciuga, un'energia plastica potentissima che strizza l'occhio ai linguaggi modernisti dell'epoca.
Alla fine, Casa "F" è una splendida creatura degli anni '60: possiede la forza e la "rudezza" materica del Brutalismo, ma custodisce l'anima organica e mediterranea del Cilento.
E voi la conoscevate? Vi affascina di più questo dialogo intimo con la costa o preferite il cemento armato più puro? Fatemelo sapere nei commenti!


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