Cosi' trovandomi l ennesima volta alla Rabatana, il rione più antico di Tursi
(Matera), sbucando quasi per caso o meglio per errore a Piazza Plebiscito, nel rione San Filippo, mi sono trovato davanti una dimora che ha rapito la mia attenzione, all'improvviso. Maestoso, severo, un po' scrostato, con quel
portone verde che sembra non aprirsi da un secolo. È il Palazzo del Barone
Brancalasso, per tutti U Palazzo du Barone. ( cosa che ho scoperto dopo parlando con la gente del posto)
E qui inizia la leggenda.
La leggenda che tutti raccontano (e che non è tutta vera presumibilmente)
Si dice che il Barone Brancalasso fosse un uomo enorme, alto
quasi due metri, con una forza erculea. Un prepotente che voleva la casa più
grande e più bella di tutta Tursi.
Per costruirla in fretta, avrebbe fatto un patto con
Lucifero: l'anima in cambio del palazzo costruito in una sola notte.
Lucifero accettò e mandò i suoi servi, diavoletti e spiriti
infernali. Lavorarono tutta la notte e all'alba il palazzo era su, con più di
cento stanze, balconi in ferro battuto e cornicioni imponenti.
Peccato che i diavoletti furono lenti a scappare. Sorse il
sole. La luce li colse sul tetto e li pietrificò all'istante.
Quelle tre statue che ancora oggi vedi sul tetto,
sarebbero loro. Tre diavoli rimasti di guardia per l'eternità.
È una storia bellissima da raccontare d'estate, davanti a un
bicchiere di Aglianico. Ma la verifica storica dice altro.
Cosa dicono le fonti verificate
Ho controllato ,
le fonti più complete e crete sulla leggenda lucana:
- Non
è il diavolo ad averlo costruito in una notte. La leggenda nasce
perché il perimetro del palazzo venne delimitato in una sola notte. Fu uno
stratagemma del Barone per anticipare i vicini che si opponevano alla
costruzione sui loro fondi.
- Le
tre statue non sono diavoli. In realtà simboleggiano tre virtù
civiche: la Giustizia, la Pace e la Carità. Niente corna, solo
allegorie.
- Il
palazzo esiste davvero ed è dei Brancalasso. Era la famiglia baronale
che, insieme a Donnaperna, Picolla, Panevino e Camerino, rilevò i
territori del Ducato di Tursi dopo la fine dei Doria nel 1769.
- Ha
più di 100 stanze e una, secondo un'altra leggenda locale, era segreta
e riservata solo al Barone, dove nessuno poteva entrare.
La Basilicata è piena di questi racconti: non c'è borgo
senza un ponte del diavolo, ma solo a Tursi c'è un intero palazzo di forgia
demoniaca.
Perché andarci oggi
Oggi il Palazzo del Barone è chiuso, scrostato, con i cavi a vista e due vasi davanti al portone verde che qualcuno ancora annaffia. È bellissimo proprio per questo. È cas carùt nel senso più nobile: decadente, autentico, fotogenico da far paura.
Buon fine settimana da Tursi. Se passate da Piazza Plebiscito, alzate lo sguardo sulle tre statue. Non sono diavoli. Ma quasi.


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