Sapete quelli che ti guardano con aria compassionevole e ti
dicono: "Eh ma dalle vostre parti non c'è niente da fare, niente da
vedere".
Ah no? Allora siediti. Ti racconto cosa è successo ieri.
Un amico mi scrive: "Sarò a Savoia di Lucania per
vedere le cascate sperando che non mi deludano, poi però non vorrei andare subito via, cos'altro c'è?"
Amico mio, preparati. Perché qui non passi un'oretta. Ci
passi una giornata intera e ti manca pure il tempo.
1. LE CASCATE DEL VALLONE DEL TUORNO -
Non è una cascata. Sono SEI. Sei cascate nascoste nel Bosco
di Luceto, nel Vallone del Tuorno che in dialetto lucano vuol dire proprio
TUONO, perché quando sono in piena il fragore sembra un tuono.
Fai 300 metri di discesa tra cerri e carpini che sembrano
abbracciarsi, costeggi il torrente Tuorno, affluente del Melandro, e poi lo
senti: prima il rumore, poi le vedi. Salti d'acqua fino a 20-22 metri, vasche
color smeraldo, rocce a strapiombo, stalattiti. Geologicamente è una sezione
naturale a cielo aperto dove vedi la sovrapposizione tra Piattaforma
Appenninica e Bacino Lagonegrese. Ma detta in parole povere: è una roba da
fiaba. E sta a 1,2 km dal paese. Altro che Islanda.
link alla pagina dedicata .....
2. IL CASTELLO - QUELLO CHE HA VISTO NASCERE TUTTO
E dopo che ti sei asciugato, alzi gli occhi e lo vedi. Il
Castello. Federiciano, 1230 circa, dicono alcuni di impianto normanno, a pianta
trapezoidale. È stato il primo sasso dell'antica Salvia. Attorno a lui è nato
tutto il borgo, con le casette a schiera in pietra, i vicoli storti e i portali
decorati.
Ha subito trasformazioni per secoli, ma è ancora lì,
dominante. Oggi è un polo museale. Entri e capisci perché Savoia di Lucania è
arroccata così. Perché da lassù si controllava tutto il Melandro.
3. IL MUSEO CHE NESSUNO SI ASPETTA - PASSANANTE E IL
VENTENNIO
E qui arriva il pezzo forte che fa spalancare la bocca a
tutti.
Dentro al castello c'è un museo con due anime. Una
collezione del Ventennio di circa 40.000 pezzi, tutta di proprietà comunale -
divise, tessere, giornali, manifesti, medaglie, quella roba che di solito vedi
solo nei documentari - e una sezione interamente dedicata a lui: Giovanni
Passanante.
Chi è Passanante? Ascolta, perché è storia vera, verificata
su Treccani: nato a Salvia (così si chiamava prima Savoia di Lucania ) nel 1849 circa, di mestiere
cuoco, anarchico. Il 17 novembre 1878 a Napoli, a Largo della Carriera Grande,
sale sul predellino della carrozza reale e con un coltellino di 8 centimetri
ferisce Re Umberto I di Savoia e il Presidente del Consiglio Benedetto Cairoli,
gridando "Viva Orsini, viva la repubblica universale!". Primo
attentato nella storia dei Savoia.
Condannato a morte nel 1879, poi commutato in ergastolo.
Muore nel manicomio criminale di Montelupo Fiorentino nel 1910.
E per colpa - o per merito - di quel gesto, Salvia cambia
nome. Con Regio Decreto del 1878/1879 diventa Savoia di Lucania, per dimostrare
fedeltà al Re dopo lo "sdegno per il gesto criminoso". Cioè: il
paesino dell'attentatore che diventa Savoia per farsi perdonare. Se non è
teatro questo...
Il museo è piccolo ma ti inchioda. Ci sono le teche con i
documenti originali, l'uniforme storica grigioverde con il berretto, la
scrivania storica con l'orologio, l'aquila di bronzo con le ali spiegate che
stringe il fascio, appesa con le catenelle al soffitto in legno. Roba che non
ti aspetti in un borgo di 1000 anime.
E pensi di aver finito? No. Esci dal castello e il paese ti
parla dai muri.
Savoia di Lucania fa parte della "Valle più dipinta
d'Italia" insieme a Satriano di Lucania e Sant'Angelo le Fratte: oltre 350
opere tra murales, sculture e ceramiche.
All'ingresso trovi il murale "Benvenuti a Savoia di
Lucania". Salendo verso Piazza Plebiscito ne trovi due enormi con i
costumi tradizionali maschili e femminili dell'antica Salvia - la donna con la
cuffia rossa e l'uomo con l'organetto - opere giganti da due piani. Altri
raccontano la vita di San Rocco che guarisce gli appestati, altri ancora la
storia di Passanante. Negli ultimi anni lo street artist calabrese Antonino
Perrotta in arte Attorrep ne ha realizzati tre nuovi ispirati ai canti popolari
e al folklore salviano. Ogni angolo è una cartolina.
5. E DOVE DORMI? SU UN ALBERO. LETTERALMENTE.
ecco il link per saperne di piu' ....
E adesso la ciliegina che fa dire al mio amico "ok,
resto un altro giorno".
A 20 minuti da Savoia, a Sasso di Castalda, nel Parco
Nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese, vicino al famoso Ponte
alla Luna, c'è "Guarda Che Luna" e la sua Casa sull'Albero.
Inaugurata nel 2021, è una vera casa sull'albero, non una
capanna: 35 mq open space, letto matrimoniale, bagno privato, due terrazzi
enormi per vedere alba e tramonto, sospesa tra due noci secolari, raggiungibile
in auto, con tutti i comfort. Un'esperienza glamping che sembra uscita da una
fiaba. Ti addormenti con le cicale e ti svegli tra le fronde.
Allora, ricapitoliamo per i sapientoni: cascate da 20 metri
nel bosco incantato, castello del 1230, museo con 40.000 cimeli e la storia
dell'anarchico che ha cambiato il nome al paese, murales giganti ovunque e poi
dormi su un albero.
E mi dici che dalle nostre parti non c'è niente da fare?
Dai, su. La prossima volta che parti per l'Islanda, prima
passa da Savoia. Ti offro io il caffè. Ma dopo le cascate, che la salita è
tosta.














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