Il bello ad un passo da noi.
Ormai lo sapete è il mio motto. E voi: "Ma tu di dove
sei?... Diccelo!"
Svelato l'arcano: sono di Buccino, anticamente Volcei.
Provincia di Salerno, confine con la Basilicata, 663 metri di altezza.
Eh sì, lo so, adesso penserete: "ecco, ci parla del suo
paese, dirà che è il più bello del mondo perché è il suo".
Esatto. Sembro di parte. Ma lo sono perché ho ragione.
A Buccino c'è l'imbarazzo della scelta, una giornata NON basta. E vi sfido a
trovarmi un altro posto così.
LA BIG BENCH CHE HA PIU' ANNI DI CRISTO
Tanti paesi hanno una Big Bench ( la Panchina gigante panoramica) . Foto carina, panorama, hashtag.
Bello.
Noi a Buccino abbiamo la Big Bench #461, ma con una
differenza che le altre si sognano: è piazzata sopra un serbatoio idrico
romano.
Hai capito bene. Non sopra un prato. Sopra una cisterna
romana che ha più di 2000 anni. Ti siedi sulla panchina gigante più
instagrammabile del mondo e sotto hai l'ingegneria idraulica di Volcei che dava
da bere a mezza città prima di Cristo.
Io sfido chiunque a contraddirmi: Big Bench ce ne sono a centinaia in Italia, ma una Big Bench su un serbatoio romano che ha più anni di Cristo, non credo ce ne siano altre oltre a Buccino. Se ne trovate una, offro io il caffè. Anzi, il mio vino a Buccino.
Partiamo col botto.
1. IL MUSEO - QUELLO CON GLI ORI E I SATIRI UBRIACHI
Il Museo Archeologico Nazionale di Volcei "Marcello Gigante". Sta
dentro un ex convento del 1200, quattro piani, 1600 mq di roba che ti fa girare
la testa.
Cosa c'è dentro? La famosa Tomba degli Ori : una
sepoltura di una signora del IV sec. a.C. sepolta con ori che neanche Cartier. Poi il mosaico più antico dell'Italia peninsulare e tre vasi
firmati da Assteas, il ceramografo di Paestum. Ecco i famosi satiri della foto:
non sono i vostri amici del sabato sera, sono figure mitologiche dipinte sui
vasi, mezzi uomini mezzi capre, sempre ubriachi e a far casino. Praticamente
gli antenati nostri.
Usciti dal museo, fai 50 metri e sei già nel film.
2. IL CENTRO STORICO

E la prima cosa che vedi è lui: il Palazzo della Principessa Un
palazzone IMMENSO, purtroppo abbandonato, ma che ti fa capire quanto contava
sto paese. Mura spesse un metro, stanze che non finiscono più. Fa un po'
tristezza vederlo così, ma fa anche impressione.
[ Link Pagina Villaggio Rupestre ]
3. IL VILLAGGIO RUPESTRE DI VIA EGITO
Via Egito. Cammini e ti trovi davanti un villaggio
scavato nella roccia su tre livelli, del VI-VII secolo d.C., simile ai Sassi
di Matera ma senza fila per fare il selfie. Erano case, poi stalle, poi cantine
usate fino al terremoto del 1980. Sembri a Petra, sei a Buccino.

4. IL BELVEDERE SCALELLE - L'ISTANTE SOSPESO
E poi c'è lui. A pochi passi dal Parco Archeologico, scendi una scalinata nel centro storico e boom: il Belvedere Scalelle.
Non è un belvedere qualunque. È una macchina del tempo dipinta sul muro. Una cucina d'altri tempi: l'orologio a pendolo, la signora che impasta la farina, la stufa accesa. Sembra di entrare in casa di nonna nel passato.
E c'è una scritta: "L'Istante Sospeso".
È un'opera dedicata al terremoto del 23 novembre 1980. L'artista ha dipinto la normalità di una casa, quella normalità che in un istante è stata spazzata via, ma che continua a vivere lì, sul muro. Da una parte la roccia durissima di Volcei che resiste da 2000 anni, dall'altra la fragilità di un secondo che ti cambia la vita. Ti giuro, ti fermi lì e ti viene il groppo.
E poi alzi lo sguardo e hai tutta la Valle del Sele ai piedi. Pura poesia. Set fotografico perfetto, ma con un significato che ti resta addosso.
Poi sbam: Palazzo Forcella i. 1156 mq di palazzo nobiliare, È un palazzone nobiliare di 1.156 mq, 28 vani e mezzo, su 5 livelli: cantina, seminterrato, piano terra, primo, secondo e sottotetto. Tipica casa palazziata buccinese, quelle che hanno rifatto il volto del paese tra 700 e 800, quando chi contava voleva far vedere che contava.
Fuori è imponente, pietra e intonaco nobile, balconi e portale grande. Dentro, scalinate simmetriche che portano al piano nobile, saloni alti, soffitti che ancora raccontano di feste e di famiglie che qui comandavano.
5. IL TOCCO IN PIU' - UNA CITTA' NELLA CITTA'
E qui arriva il pezzo forte. Il Parco Archeologico Urbano dell'Antica Volcei:
una città nella città .
Sotto i tuoi piedi, con passerelle in vetro, tunnel e quant altro c'è Volcei
romana: il Foro, le Terme di via Canali con i mosaici pazzeschi, il Macellum
(l'antico mercato), il Caesareum/Tempio di via Santo Spirito. Cammini e sei
nel I secolo. Poi alzi la testa e sei nel Medioevo. È un cortocircuito
bellissimo.
[Link Porte accesso Antica Volcei ]
E come ci entri in questa città ? Dalle tre Porte: Porta
Consina, Porta San Mauro e Porta Sant'Elia. Mura del IV secolo a.C., porte
medievali ma sopra quelle romane. Tre ingressi, tre scuse per perderti.
Tra le porte, non perdetevi due chicche: il palazzone
giallo con la torre colombaia il bellissimo Palazzo Torella, la tipica
"casa palazziata" del 1750 circa, in pieno stile borbonico che ha
rifatto il trucco al centro storico.
6. IL BORGO CHE NON SI E' VENDUTO AL MODERNO
Il borgo è rimasto borgo. Poche concessioni al moderno, vicoli, pietra,
silenzio. E poi c'è lui, il cinema: , che conserva ancora
l'estetica degli anni passati, con le locandine d'epoca appese.
Pensate sia finita? Ma manco per sogno.
E POI IL CASTELLO - IL CAPO DI TUTTI
E come potevamo dimenticarci di lui? Il Castello
Normanno-Angioino.
Sta lassù, in cima a tutto, come un nonno che controlla che
nessuno faccia stupidaggini in paese.
XII secolo, di origine normanna. Praticamente c'era giÃ
quando gli altri ancora litigavano per un pezzo di terra. È composto da un
mastio quadrato massiccio e
una cinta muraria difesa da torri circolari ai quattro angoli.
Nel XIV secolo arrivano gli Angioini e lo danno ai conti Lamagna, che lo fortificano e lo trasformano in residenza signorile. Qui dentro c'è stato pure Papa Urbano VI in fuga. Capito che aria tira?
Senza il castello, Buccino non sarebbe Buccino. È il punto
dove inizia e finisce il giro del Parco Archeologico. Lo vedi da ovunque e da
ovunque vedi tutto.
7. FUORI DAL BORGO: LA PARTE SELVAGGIA
- Campo di Annibale: dove la leggenda vuole sia passato Annibale con gli elefanti. Che poi, a Buccino con le salite che abbiamo, gli elefanti avranno bestemmiato in cartaginese.
- Madonna del Soccorso e il Canyon del Fiume Bianco: il Bianco nasce dal Melandro e Platano e scava canyon e fratture bellissime per chilometri. Selvaggio, verde, da togliere il fiato.
- Preta
Liscia: un monolite gigante in mezzo alle terre. Una pietra liscia
enorme che nessuno ha mai capito bene come ci sia arrivata lì. Noi la
usiamo come punto di riferimento: "ci vediamo alla Preta
Liscia".
- Ponte
Romano di San Cono: quello vero. Età augustea, costruito con soldi
pubblici e donazioni spontanee degli abitanti di Volcei. Sotto l'asfalto
c'è ancora lui. Duemila anni e regge ancora meglio della Salerno-Reggio.
- Il Ponte della Traversata del 1886: la nostra ferrovia fantasma. Costruito nel 1886 e in disuso dal 1987, è un ponte ferroviario invaso da rampicanti e alberi. Urbex puro, tra fiume e verde incontaminato. Ci cammini sopra e ti senti in un film post-apocalittico.
- Il Bosco dei Pagani: rude, selvaggio, fitto. Non è il boschetto per la passeggiata con il cagnolino. È il bosco che ti guarda lui.
Allora? Sembro di parte?
E pensate che non ho potuto inserire tutto...perche' la pagina del blog non puo' contenere ulteriori foto, ma tornero' presto con la parte 2 ...
Buccino non si visita, si vive. E una giornata non basta. Ve ne servono tre.






















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