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Sulle tracce degli eremiti: La Grotta del Santissimo Salvatore a Gauro Montecorvino Rovella Sa

grotta naturale con altare del Cristo Trasfigurato, escursione storica a Montecorvino Rovella

Ecco il racconto della mia seconda  avventura tra le rocce dei Monti Picentini. Preparati, perché questa non è una semplice passeggiata, ma un salto indietro nel tempo, tra eremiti, leggende medievali e panorami che tolgono il fiato.
Se pensi che le grotte siano solo buchi nella roccia, non sei ancora stato alla Grotta del Santissimo Salvatore. Situata a circa 700 metri di altitudine, affacciata verso Giffoni, questo posto ha un’energia che ti entra dentro appena inizi a risalire i sentieri che partono dal rione Carpineto.

Mentre camminavo lungo le "Ripe del Salvatore", mi sono immaginato la vita di chi, secoli fa, ha scelto questo posto per isolarsi dal mondo. Pare che le origini di questo culto siano antichissime, forse un retaggio di riti pagani poi "convertiti" al cristianesimo nel Medioevo. Si dice che sia stato merito dei seguaci di San Guglielmo da Vercelli (il fondatore di Montevergine) se in questa zona irpino-salernitana la devozione al SS. Salvatore ha messo radici profonde già dal XII secolo.

La cosa più affascinante? Poco sotto la grotta principale, ho trovato quello che chiamano "a cisterna" o "a cella". Qui ho visto i resti dei muretti in pietra dove vivevano gli antichi eremiti, insieme a una cisterna scavata per raccogliere l'acqua piovana. Immagina la scena: nel 1691, un certo eremita Giovanni de Arminio, arrivato fin qui da Matera, donò alla chiesa addirittura il suo bestiame — un cavallo, un'asina e otto tra pecore e capre — solo per poter continuare a servire questo luogo sacro!

Nel 1636, Monsignor Serrano istituì persino una confraternita dedicata, e ogni 6 agosto, per la Trasfigurazione, il posto si trasformava. Pensa che un tempo qui si teneva una vera e propria fiera, con tanto di diritti di mercato sui prodotti venduti!

Consigli da escursionista

  • Com'è il sentiero: Si parte da Carpineto, si supera il passo verso la valle del Picentino e si punta ai costoni rocciosi. La scalinata finale è impegnativa ma la soddisfazione, quando arrivi davanti all'altare e al quadro del Cristo Trasfigurato, è impagabile.

  • Rispetto: Questo luogo è stato custodito per secoli da eremiti e fedeli. Trattalo con il rispetto che merita: è un pezzo di storia che, incredibilmente, è arrivato fino a noi.


grottone dell eremita

ancora una vista della grotta con l altare della devozione