Stavo passeggiando senza una meta precisa tra le stradine del centro storico di Salerno, quando, svoltando l'angolo in Via Tasso, mi sono trovato davanti a qualcosa che mi ha costretto a fermarmi. Non potevo credere ai miei occhi: ero di fronte a Palazzo Ruggi d’Aragona.
I Ruggi d'Aragona erano un’antica e influente famiglia patrizia di Salerno.
L'edificio risale originariamente al Cinquecento.
Nel Settecento, il marchese Ruggi d'Aragona era già il proprietario dell'edificio. Per dare al palazzo un aspetto più moderno e prestigioso, commissionò il restauro all'architetto Ferdinando Sanfelice, che era uno dei più famosi architetti del tempo. Sanfelice è stato semplicemente il progettista che ha realizzato lo scalone "a cascata" e dato l'impronta barocca che vediamo oggi.
Molto più tardi, nel 1870, l'ultimo erede della famiglia, Giovanni Ruggi d'Aragona, morì senza lasciare discendenti diretti. Fu lui, nel suo testamento, a lasciare il palazzo e il suo enorme patrimonio al Comune di Salerno, con lo scopo benefico di finanziare la costruzione di un ospedale per la città.
Oggi, il legame tra la famiglia e la sanità salernitana rimane vivo anche nel nome dell'azienda ospedaliera cittadina, gli "Ospedali Riuniti San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona".
La cosa che mi ha fatto letteralmente innamorare è lo scalone monumentale. È una di quelle scale "a cascata" a doppia rampa che ti fanno sentire quasi in un film d'epoca. È un capolavoro di architettura che merita di essere visto dal vivo almeno una volta.
E non finisce qui: addentrandomi un po' nel cortile, ho scoperto la Fontana del Nettuno, che con la sua imponenza chiude perfettamente questo angolo di nobiltà salernitana. È incredibile pensare che, dietro una semplice facciata cittadina, si nasconda un luogo che oggi è custode della nostra storia, ospitando la sede della Soprintendenza.
Ma la vera magia, quella che completa questo quadro nobile, la trovi entrando nel cortile: qui si staglia la Fontana del Nettuno. È un elemento che affascina per la sua presenza, capace di donare un respiro classico e mitologico a tutto lo spazio. Anche se è stata aggiunta solo nel 1935, sembra essere lì da sempre, a fare da custode silenziosa alla bellezza del palazzo.
Salerno non smette mai di stupirmi: basta alzare lo sguardo per scoprire capolavori che hanno visto passare secoli di storia
Se non vuoi perderti tutto ciò che di bello c'è a Salerno e nei suoi dintorni...





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