Ve lo dico subito: ci sono luoghi che visiti, e luoghi che ti entrano dentro. L'Eremo di San Silvestro è del secondo tipo.
Parto da Sant'Angelo a Scala, piccolo borgo in provincia di Avellino. Lascio l'auto dove inizia il sentiero CAI 205. Davanti a me solo gradoni in pietra e un bosco che si fa subito fitto. Siamo nel Parco Regionale del Partenio. Una salita vera, di quelle che ti fanno sentire le gambe, ma poi la roccia si apre e lo vedi.
Arroccato su uno sperone del Monte Vallatrone, a circa 930 metri di altitudine, al confine tra Sant'Angelo e Summonte, c'è lui. Piccolo, di pietra bianca, aggrappato alla montagna come se ne facesse parte da sempre. Mi avevano detto che risaliva al XV secolo, ma studiando le fonti sul posto e quelle ufficiali del Sistema Irpinia, ho scoperto che la sua origine più accreditata è del XVII secolo, intorno al 1600. Una chiesa rupestre dedicata a San Silvestro I Papa, quello della leggenda di Costantino.
E arrivo al piazzale. Quello che avete visto nella mia foto.
Sotto una roccia a strapiombo enorme, che sembra un tetto naturale, ci sono due panche in pietra. Mi siedo. Davanti a me la Valle Caudina avvolta nella nebbia, la staccionata in legno, il vento. Nessun rumore. Ho scattato in grandangolo da destra apposta per farvi sentire quella profondità , quella sensazione di essere sospesi tra cielo e terra. Ho pulito la pietra dalle foglie, volevo che vedeste la sua texture nuda, antica.
Poi entro nella grotta della Fonte Miracolosa.
C'è un cancello in ferro battuto con scritto "COMUNITA' DI S. ANGELO A SCALA SANTUARIO DI S. SILVESTRO PAPA FONTE MIRACOLOSA". Dietro, l'umido, il buio e tanti segni di fede: rosari appesi, bigliettini, preghiere scarabocchiate sulla roccia. In fondo una piccola vasca raccoglie l'acqua che sgorga perenne dalla montagna.
La leggenda qui è potente: si dice che quest'acqua, per intercessione di San Silvestro, abbia guarito l'imperatore Costantino dalla lebbra. Per questo da secoli è considerata terapeutica, soprattutto per la pelle. Io ci ho immerso le mani. Fredda, limpidissima. Che ci crediate o no al miracolo, vi assicuro che l'emozione è reale.
La cappella interna era chiusa ovviamente ma dalle feritoie riesco a vederla. È minuscola, intima. L'altare in marmo bianco e rosso, la statua di San Silvestro con la triplice croce papale, i fiori votivi freschi, l'inginocchiatoio di legno consumato dalle ginocchia di chi ha pregato .
Il mio consiglio da Wildex:
Questo non è un trekking qualsiasi. È un anello che potete fare in una giornata e che vi regala due meraviglie: l'Eremo di San Silvestro e, poco più su, i ruderi dell'Incoronata, antico monastero camaldolese perso nel bosco.
Potete salire da Sant'Angelo a Scala (sentiero breve e tosto, 1 km) o fare come fanno i pellegrini, dal Sentiero della Devozione che parte da Summonte (circa 4 km, 3 ore, dentro un castagneto maestoso che in autunno è uno spettacolo).
Andateci con scarpe da trekking vere, portate l'acqua e soprattutto: andateci in silenzio. È un luogo che va ascoltato.
Dove: Località Monte San Silvestro, 83010 Sant'Angelo a Scala (AV)
Altitudine: 900-940 m slm












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