Non è una grande tenuta, ma una casa che ha visto generazioni di vita contadina. La "Casa del Custode", come mi piace chiamarla, si erge isolata, con le sue mura in pietra che raccontano una storia di autosufficienza. Un tempo, qui, ogni centimetro aveva uno scopo: la cantina per conservare il vino, il forno per il pane e le stanze superiori per il riposo. Oggi, tra i crolli e il silenzio, resta solo il ricordo della fatica e dell'orgoglio di chi possedeva questa terra.
Questa dimora non era il fulcro di un piccolo nucleo produttivo. La divisione degli spazi — cucina e forno al piano terra, cantina per le provviste e zona notte al piano superiore — indica che il proprietario era una figura di rilievo nel contesto rurale locale, probabilmente una famiglia benestante che viveva del proprio raccolto. La presenza di strutture collaterali, oggi in rovina, suggerisce che in passato questo luogo fosse un piccolo ecosistema vivo, dove il ciclo delle stagioni dettava ogni singola attività.
Si dice che le mura in pietra conservino ancora il calore dell'antico forno. Chi passa di qui nelle giornate di vento sostiene di sentire il rumore di una mano che batte il pane o il cigolio costante della porta della cantina che si apre e si chiude. Qualcuno parla di un "custode" invisibile, un vecchio proprietario che, testardo come la pietra della sua casa, continua a sorvegliare che nessuno porti via ciò che resta dei suoi sacrifici. Un’ombra malinconica, legata a doppio filo alla terra che ha lavorato per tutta la vita.
Si dice che uno dei patriarchi, un uomo la cui tempra era dura quanto la pietra locale con cui la casa è stata costruita, abbia giurato, sul suo letto di morte, che non avrebbe mai lasciato la propria soglia. Non era un uomo cattivo, ma un uomo d'altri tempi attaccato alle sue cose, alla sua terra al duro lavoro e ai sacrifici.
Periodo di costruzione: La struttura risale con ogni probabilità a un arco temporale compreso tra la fine del XIX secolo (1880 circa) e i primi anni del XX secolo (1920).
Indizi architettonici: L'uso della pietra locale, le tecniche di muratura "a sacco" (visibili dal degrado delle pareti) e la presenza del forno integrato nella struttura principale sono tipici delle case rurali di quel periodo.
Stato sociale: La suddivisione interna tra cantina (per la conservazione), forno (per l'autosufficienza) e zona notte al piano superiore conferma che non si tratta di una struttura povera o puramente agricola, ma di una casa padronale di un piccolo proprietario terriero.
In sintesi, la struttura ha probabilmente oltre 100-120 anni, ed è testimone di un modo di vivere che si è spento definitivamente circa mezzo secolo fa.


















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