Amo Salerno per questo: basta svoltare l'angolo giusto per passare dal presente a una pagina di storia rimasta sospesa nel tempo. È quello che mi succede ogni volta che mi imbatto nel maestoso portale di Palazzo Conforti.
Non è solo un palazzo; è un intreccio di ambizioni nobiliari. Tutto nasce da un’idea di Ramiro de Ruggiero a metà del Settecento. Pensate che, prima ancora di alzare i muri che vediamo oggi, quelle terre erano giardini curati che la famiglia de Ruggiero viveva fin dal Cinquecento. È incredibile pensare a come quel luogo sia passato dal verde dei giardini all'audacia di una loggia costruita sopra la strada, un capriccio architettonico che ha persino scatenato una lite legale tra vicini! L'Alfano Pallante, infastidito da quella sporgenza che "oscurava" i suoi spazi, finì per prendersi la proprietà proprio per diritto di prelazione.
Poi, l'Ottocento porta con sé l'avvocato Giovanni Francesco Conforti. È lui a dare il volto definitivo alla dimora, lasciandola poi in eredità a suo figlio Michele, il medico della famiglia. Quando passo davanti a questo edificio, non vedo solo pietra e stucco, ma immagino la vita che scorreva tra quelle stanze: avvocati, medici, controversie su un balcone e la tenacia di chi, in ogni epoca, ha voluto lasciare il proprio segno indelebile in questo angolo di città .
Stile Architettonico: Palazzo Conforti si inserisce in quel raffinato tardo Barocco salernitano che vira verso il Rococò. Lo si nota nella struttura dei porticati, nell'uso delle logge sovrapposte e nell'armonia dei pieni e dei vuoti che caratterizzano la corte interna.
Chi lo ha fatto: L'avvio del cantiere, come abbiamo raccontato, si deve a Ramiro de Ruggiero nel 1747. Successivamente, l'edificio ha vissuto le metamorfosi dettate dalle esigenze delle famiglie che lo hanno abitato (dai Copeta agli Alfano Pallante, fino ai Conforti), il che spiega perché l'edificio sia un palinsesto di epoche diverse.
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