Il complesso è nato nei primi anni '20 (precisamente intorno al 1922). Fu voluto dalla SAIM (Società Agricola Industriale Meridionale), guidata da figure come il barone Giannino Bonvicini. L'obiettivo era ambizioso: trasformare una zona di paludi e agricoltura difficile in un polo industriale d'avanguardia.
il complesso è un esempio lampante di architettura industriale del ventennio fascista. Sebbene le prime attività della SAIM iniziarono intorno al 1922, lo sviluppo monumentale del Borgo Cafasso e dello stabilimento avvenne in pieno regime. Fu progettato come un "borgo agricolo autosufficiente", un modello molto caro al fascismo (simile alle città di fondazione nell'Agro Pontino), dove la fabbrica era il centro della vita sociale, circondata da case, scuole e chiesa.
Spesso in queste strutture venivano inseriti i fasci littori o i simboli del regime e della SAIM (che era strettamente legata alle politiche autarchiche del tempo). Anche se molti simboli sono stati rimossi o "scalpellati" dopo la guerra, la struttura conserva ancora quei fregi tipici che ricordano la funzione istituzionale e produttiva di allora.
Era una vera "città del lavoro". Al massimo del suo regime, la fabbrica impegnava diverse centinaia di persone (si stima che tra fissi e stagionali si superassero i 500-600 lavoratori).
Era un vero motore economico. Nel periodo di massimo splendore, la struttura ospitava centinaia di operai. Ma il vero cuore pulsante erano le "Tabacchine": centinaia di donne che, con mani veloci e tanta pazienza, selezionavano e curavano le foglie di tabacco. Per la Piana del Sele, il tabacchificio ha rappresentato il primo grande passo verso l'emancipazione femminile e il lavoro sicuro.
Il declino iniziò negli anni '70 a causa di un parassita (la peronospora) che distrusse i raccolti, ma la fine vera e propria è arrivata più tardi. Lo stabilimento ha smesso di funzionare come centro di lavorazione del tabacco definitivamente tra la fine degli anni '90
Dopo un grande lavoro di recupero voluto dal Comune di Capaccio Paestum, oggi la struttura si chiama NEXT (Nuova Esposizione Ex Tabacchificio). Non si lavorano più foglie di tabacco, ma si produce cultura! È diventato un polo fieristico e centro eventi di livello internazionale. Ogni anno ospita la prestigiosa Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, mostre d'arte, concerti e fiere gastronomiche.







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