Se passi per il quartiere Fratte, non puoi non notarla. Non è una chiesa comune: è un'esplosione di geometrie, una sfida alla forza di gravità che sembra atterrata da un altro pianeta.
La Chiesa della Sacra Famiglia è stata progettata dall'architetto Paolo Portoghesi (insieme a Vittorio Gigliotti) tra il 1971 e il 1974. Inaugurata nel 1974, rappresenta uno dei punti più alti della sperimentazione architettonica italiana del dopoguerra.
È Brutalista? Sì e No.
Molti la definiscono "brutalista" per l'uso massiccio del cemento armato a vista, ma la verità è più complessa:
Sì: Condivide con il Brutalismo la sincerità del materiale e la potenza delle forme monumentali.
No: A differenza del Brutalismo classico (spesso rigido e squadrato), qui regna la linea curva. Portoghesi si ispira al Barocco di Borromini e alle forme della natura (come i girasoli o le conchiglie). È un esempio perfetto di Postmodernismo organico.
Niente angoli retti: La struttura è composta da cerchi che si intersecano. L'idea è quella di un abbraccio infinito che accoglie i fedeli.
Luce "divina": All'interno, il soffitto sembra un vortice. La luce filtra dall'alto attraverso lucernari circolari, creando un’atmosfera nostalgica e mistica che cambia a ogni ora del giorno.
Il cemento "parla": Le venature che vedi sulle pareti non sono casuali; sono i segni delle casseforme in legno usate per colare il cemento, lasciate apposta per dare calore e texture a un materiale altrimenti freddo.









Social Plugin