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San Marco a Rota la chiesa medievale e il Mistero del Mosaico romano con Gammadion prov Sa

Panoramica del sito archeologico della Chiesa di San Marco a Rota

C’è un momento, durante le mie esplorazioni, in cui capisco che sto per imbattermi in qualcosa di strano. Non pericoloso, non inquietante… semplicemente strano. E la Chiesa di San Marco a Rota, a Curteri frazione alta di Mercato San Severino, è esattamente quel tipo di posto.

Avete mai sognato di fare gli archeologi e scoprire un segreto nascosto proprio sotto i piedi? È quello che è successo alla Chiesa di San Marco a Rota, a Mercato San Severino. Non è solo una chiesa, è come un libro di storia che si apre sotto le nostre scarpe! infatti sotto il pavimento su cui camminate, si cela un mondo romano di 2.000 anni fa!

Molto prima che la chiesa assumesse l'aspetto attuale, l'atrio di S. Maria di Rota (poi S. Marco) era il centro nevralgico della vita pubblica: già dall'803 i notai si riunivano qui per stipulare atti e rogiti ufficiali. L'edificio ha subito diverse trasformazioni nel tempo: nel 1844 la parrocchia fu divisa e, dopo un'importante gara d'appalto, la nuova struttura fu completata nel 1848.La Chiesa di San Marco sorge su un'area occupata fin dall'antichità. Le indagini archeologiche hanno confermato che l'edificio poggia su strutture preesistenti di epoca imperiale romana. Quando gli archeologi hanno scavato, hanno riportato alla luce un magnifico pavimento a mosaico, tipico delle domus (le case romane) di alto livello di quel periodo.
Durante gli scavi fatti nel 1986  è emerso qualcosa di incredibile: le fondamenta della chiesa poggiano su resti di età imperiale. Tra questi reperti sono state trovate monete dell'imperatore Probo e pezzi di mosaici antichi.

Il mosaico che si trova nella sala in foto , presenta dei disegni geometrici che ricordano la forma della svastica. Attenzione: non pubblico questa foto apertamente perché i sistemi automatici dei social  la bloccherebbero immediatamente, interpretandola erroneamente come contenuto sensibile.

Ecco la verità storica che dobbiamo conoscere:

  • Non è una svastica nazista: Il simbolo che vedete è una "svastica gammata" (o gammadion), composta dall'incrocio di quattro lettere greche "Gamma" .

  • È un antico simbolo di fortuna: Nell'epoca romana, questo era un motivo decorativo standard, utilizzato per portare buon auspicio e decorare i pavimenti delle ville romane.

  • Il contesto: Non ha nulla a che vedere con l'ideologia del XX secolo; è un reperto che ci racconta la vita e il gusto artistico di chi ci abitava  in epoca romana.

La chiesa ha vissuto mille vite: è stata divisa in due parrocchie nel 1844, è stata ristrutturata più volte ed è stata persino chiusa al culto nel 1901 per ordine del sindaco. E non finisce qui: c'è un'ala di forma circolare vicino all'ingresso che fa pensare alla presenza di un antico battistero, un segreto che aspetta solo di essere confermato da nuovi scavi.

 Vicino all'ingresso c'è un'ala di forma circolare che fa sospettare la presenza di un battistero antico, ma finché non ci sarà uno scavo sistematico, resterà un enigma affascinante. Se cercate un posto dove la storia di Mercato San Severino ti parla attraverso le pietre, San Marco a Rota è la tappa obbligata.

Antico portale in pietra della Chiesa di San Marco a Rota, risalente alle fasi costruttive storiche

mosaico romano e resti di affreschi altomedievali

vista laterale struttura chiesa

Dettaglio dei resti archeologici e decorazioni musive romane presso la Chiesa di San Marco a Rota, Mercato San Severino

interno are archeologica san marco a rota

elementi decorativi medievali interno chiesa