Oggi vi porto a Borgo Ripa, nel cuore di Chiusano San Domenico. Non aspettatevi il solito borgo abbandonato a se stesso: qui siamo in pieno centro abitato, un luogo dove la storia non è finita, ma è come sospesa.
Perché è abbandonato? Semplice, la storia dell'Irpinia è fatta di emorragia demografica. Dopo il sisma dell'80 e il progressivo spostamento verso il fondovalle o fuori regione, intere porzioni del centro storico hanno visto le luci spegnersi una dopo l'altra. Non è una "natura che si riprende tutto", è l'uomo che se n'è andato, lasciando dietro di sé case in pietra che ora raccontano solo il vuoto.
Non è una metropoli, è un dedalo di vicoli che si arrampica sulla roccia. È una ferita aperta nel tessuto urbano di Chiusano, un intreccio di strade dove oggi il silenzio è l'unico vero padrone di casa
Quei murales incredibili che vedi non sono solo decorazioni. Sono parte del progetto Inward, nato proprio per cercare di dare un volto a quello che restava invisibile. È come se il borgo avesse cercato di tatuarsi per non sparire del tutto.
Spuntano sui muri di pietra, tra una casa e l'altra, portando una carica di colore e significato che trasforma il passeggiare per il borgo in una vera esplorazione artistica. È un contrasto pazzesco tra le trame antiche del centro storico e questa street art che racconta storie, rendendo il borgo vivo in un modo tutto suo.
Borgo Ripa, inoltre, e' una una tappa del Cammino di San Guglielmo
Cos’è questo Cammino? È un viaggio che ripercorre le tracce di San Guglielmo da Vercelli, fondatore del santuario di Montevergine. È un percorso che attraversa l'Irpinia e che passa proprio qui, integrandosi perfettamente con il tessuto urbano di Chiusano. Essere qui significa camminare su un tracciato che unisce fede, storia e la quotidianità di questo borgo.
Non è il posto da "turismo mordi e fuggi". È un luogo dove fermarsi a guardare i dettagli, dove l'arte urbana incontra l'architettura storica in uno spazio vivo, vissuto e, soprattutto, autentico.
Non possiamo non dedicare uno spazio in piu' all oper del murales dell asino, quella che colpisce maggiormente e c'è un perche' si tratta di:
L'opera di Carlos Atoche: Il cuore di Chiusano
Proprio tra le pareti che raccontano l'abbandono di questo borgo, l'artista peruviano Carlos Atoche ha lasciato un segno indelebile con il suo murales: “La Perseveranza di Buridano”.
L'artista Carlos Atoche ha dipinto un’opera enorme intitolata "La Perseveranza di Buridano". Il nome suona complicato, ma la storia dietro è una lezione di vita che ci riguarda tutti.
Immagina un asino che ha fame e sete. Davanti a lui ci sono due mucchi di fieno e due secchi d’acqua, tutti identici. L'asino è così indeciso su quale scegliere — "inizio dal fieno o dall'acqua? A destra o a sinistra?" — che rimane immobile. Non sceglie. E alla fine, muore di fame e di sete. Proprio lì, nel mezzo, tra le cose che avrebbero potuto salvarlo
Che cavolo c'entra con noi?
Il filosofo Buridano diceva che l'asino è "stupido" perché non sa decidere. Noi umani, invece, abbiamo il cervello per capire cosa ci serve. Però, quante volte ti è capitato di stare lì a fissare il vuoto, paralizzato perché hai troppe opzioni o perché hai paura di sbagliare scelta?
Siamo spesso proprio come quell'asino: bloccati dalla paura di sbagliare, finiamo per non fare niente. E nel frattempo, la vita scorre e noi restiamo fermi nel nostro "borgo" personale.
Vedere questo murales tra le case abbandonate di Borgo Ripa fa un effetto strano. Da una parte c'è il silenzio di un posto che si sta svuotando, dall'altra c'è questa storia che ti urla in faccia: "Scegli! Fai qualcosa! Non restare immobile!".
È la bellezza dell'arte urbana: non è solo un disegno carino. È una provocazione che ti entra dentro mentre cammini tra i vicoli
















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