Passando da Acerno, tra i boschi e le valli dei Monti Picentini, la mia attenzione è stata catturata da qualcosa che non potevo ignorare: un’imponente struttura che si staglia tra il verde, quasi sospesa in un tempo che sembra essersi fermato. È l’ex Colonia Montana "Principe di Napoli", un edificio che emana un fascino tetro e magnetico al tempo stesso, un fascino unico che hanno tutti quei posti abbandonati da sempre, sembrano pezzi di passato fermi nel presente.
Incuriosito da questa architettura che pareva fuori posto rispetto al contesto circostante, ho voluto capirne di più. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare per edifici di quel periodo, questa non è una costruzione nata per scopi di propaganda politica diretta come avrei pensato per la sua struttura. Si tratta, in realtà , di un importante presidio a carattere assistenziale, fortemente voluto dal Ministero dei Trasporti (e legato all’Opera di Previdenza dei dipendenti delle Ferrovie dello Stato).
La struttura risale al periodo tra le due guerre mondiali. La sua realizzazione è legata all'attività dell'Opera di Previdenza dei dipendenti delle Ferrovie dello Stato, ente che negli anni '30 e '40 investì in diverse colonie montane, e' abbandonata dal 1980. Era capace di ospitare fino a 400 bambini,
Il suo scopo era nobile e concreto: offrire un luogo di villeggiatura e salute, immerso nell'aria salubre della montagna, ai figli dei lavoratori del settore ferroviario. Era un progetto di welfare dell'epoca, volto a garantire benessere ai più piccoli in un contesto naturale privilegiato.
L'edificio è noto per essere una struttura di notevoli dimensioni, pensata proprio per ospitare un gran numero di ragazzi, con una conformazione che richiama l'architettura monumentale tipica delle colonie dell'epoca.
Architettura: Presenta uno stile rigoroso, con linee che richiamano il razionalismo.
Oggi, osservandola dall'esterno, si prova una sensazione particolare. È un gigante che ha perso la sua funzione originale, un testimone di un’epoca in cui il "tempo libero" e l'assistenza ai lavoratori venivano pensati su scala monumentale. Il suo attuale abbandono è un monito visivo di come cambino le esigenze sociali, lasciando dietro di sé strutture che, pur svuotate, continuano a raccontare una storia di attenzione (seppur d'altri tempi) verso le famiglie e i dipendenti.
Social Plugin