Confessatelo: anche voi siete quel genere di persone che, quando visitano un borgo, invece di guardare le vetrine dei negozi, si fermano a fissare ossessivamente un bugnato, una ringhiera antica in ferro battuto lavorata, un portone in ferro o la forma di un cornicione, vero?
Oggi la mia missione esplorativa mi ha portato a Rionero in Vulture, in una zona calda per noi amanti delle "vecchie signore" di pietra: vicino alla Chiesa Madre e al Palazzo Rotunno. Ed eccolo lì il mio protagonista di quest oggi: Palazzo Ciasca.
Diciamocelo chiaramente: è un’emergenza architettonica (nel senso che è bellissima, ma poverina, ha decisamente visto giorni migliori! ). Siamo a fine XIX secolo, siamo in pieno tripudio neoclassico, e il palazzo si presenta con questa pianta quadrata irregolare e una corte interna mignon che ti fa sognare i segreti di chi ci abitava.
E sull ex propietario c'è molto da dire, Raffaele Ciasca non era un politico qualunque, era un vero "gigante" della cultura e della politica,
Era la "mente" della nostra terra: Immagina un ragazzo nato in un piccolo paese come Rionero che, grazie alla sua intelligenza fuori dal comune, diventa uno dei professori e studiosi più famosi d'Italia. Ha passato la vita a studiare e raccontare la nostra storia, dando dignità a chi, come noi, viene dal Sud.
Ha avuto il coraggio di dire "No": Durante il periodo del fascismo, quando molti preferivano stare zitti per convenienza o paura, lui ha avuto il coraggio di schierarsi. È stato tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali antifascisti: in pratica, ha messo la faccia per difendere la libertà di pensiero quando era pericoloso farlo.
Ha portato la voce del Vulture a Roma: Non si è dimenticato da dove veniva. Una volta diventato Senatore, ha usato il suo ruolo per far sì che la cultura e la storia delle nostre zone avessero un peso nelle decisioni che contavano a livello nazionale.
È un pilastro della nostra storia: La sua carriera è stata impressionante: ha guidato istituti storici importantissimi ed è entrato a far parte dell'Accademia dei Lincei (che è un po' come la "nazionale" dei cervelli più brillanti d'Italia).
In breve: Palazzo Ciasca non è solo un bell'edificio vecchio. È la casa di un uomo che, partendo da Rionero, è diventato uno degli uomini più colti e rispettati d'Italia, usando la sua intelligenza per difendere la libertà e per non far dimenticare la storia della sua gente. È per questo che, anche se oggi il palazzo cade a pezzi, continua a rappresentare un pezzo d'orgoglio per il nostro territorio.
Spero che questa meraviglia possa tornare a brillare presto. Nel frattempo, io continuo la mia caccia tra le strade di Rionero. Chi altro è un fanatico di queste "cattedrali" di pietra abbandonate a se stesse? Raccontatemi nei commenti qual è il palazzo che vi ha fatto innamorare di recente
Il palazzo e' un tripudio di stili, Il gioco di facciate: I primi due piani sono un trionfo di bugnato a intonaco che ti urla "sobrietà !", poi arriva il cornicione marcapiano e... puff! L'ultimo livello passa al liscio totale. Un cambio d’abito perfetto.
Dettagli da malati di mente: Su via Umberto I, se guardate bene, ci sono dei balconi con mensole in pietra che sembrano sorretti dalla magia, e sopra le finestre dell’ultimo piano delle cornici a timpano triangolare con una modanatura "a dentelli" che fa venire voglia di studiarla per ore
Ferro e Ghisa: Le ringhiere? Vere opere d'arte. Quelle sotto sono rigorose, quelle sopra giocano con intrecci floreali e geometrici. Roba che oggi te la sogni!
Il pezzo forte: Girate su via Amedeo di Savoia e troverete il portale in pietra a "punta di diamante" con la chiave dell’arco scolpita. È il momento in cui tiri fuori lo smartphone e scatti 40 foto identiche per paura di aver perso il riflesso giusto.
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