Dimenticate le stazioni affollate e il fischio dei treni moderni. Oggi vi porto in un luogo dove il tempo si è fermato, la natura si è ripresa i suoi spazi e il ferro arrugginito racconta storie di montagna.
Siamo in Basilicata, lungo il tracciato della leggendaria ferrovia Potenza-Pignola-Laurenzana. Non è solo un vecchio binario: è una cicatrice affascinante che taglia le montagne del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano.
Il viaggio inizia dove la città finisce per immergetevi in un silenzio rotto solo dal fruscio delle foglie. Camminare lungo questa linea soppressa è un mix perfetto tra trekking selvaggio e archeologia industriale, urbex. overland uno di quei tour come piacciono a noi, tra natura silenzi e decadenza dell abbandono.
Partendo da Potenza Inferiore, si sale verso il cuore verde. La vera magia inizia dopo Pignola, quando il percorso si inerpica verso il valico della Sellata.
Le fermate di Monteforte, Abriola e Anzi appaiono all'improvviso tra la vegetazione. Sono piccoli caselli in pietra, stazioni dai tetti crollati e scritte sbiadite dal sole. Entrare (con prudenza!) significa calpestare pavimenti in graniglia coperti di muschio, immaginando il capostazione che annunciava l'arrivo dell'automotrice.
Il tratto verso Laurenzana è pura poesia visiva. Ponti in pietra che scavalcano torrenti (come il Camastra) e trincee scavate nella roccia viva. Qui la ferrovia non era solo un mezzo di trasporto, era una sfida alla gravità .
Perché visitarla?
Perché è un’esperienza "slow". Non c’è una meta precisa, c'è solo il piacere di seguire una linea che non porta più da nessuna parte, se non dentro la storia della Lucania più autentica. È l'urbex dei sognatori: meno graffiti, più edera e viste mozzafiato.
Se pensavate che le stazioni vuote e la natura selvaggia fossero l'unica sorpresa, preparatevi a restare a bocca aperta
Nel bel mezzo di un prato, dove ormai regnano solo i fiori selvatici e il ronzio dei grilli, giace un vecchio treno.
Non è fermo su un binario operativo, né aspetta passeggeri. Questo vagone è un sopravvissuto di un’altra epoca, un’icona della Pignola "di una volta". Molti lo ricordano come un pub originale e vibrante. Era il posto dove ci si ritrovava per sognare viaggi mai fatti, pur restando fermi nel cuore della Basilicata.
Il treno-pub è ora un gigante di ferro addormentato, un monumento involontario all'urbex malinconico. La vernice si scrosta sotto il sole lucano, la ruggine disegna mappe astratte sulle fiancate e la vegetazione lo sta lentamente "mangiando", avvolgendo le ruote come a volerlo trattenere lì per sempre.
È un’immagine potente: un tempo simbolo di convivialità e movimento, oggi è un fermo immagine del tempo che passa.
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