C'è un posto nel cuore del Cilento dove il tempo non è passato, si è semplicemente seduto su una pietra a guardare la valle. Si chiama San Severino di Centola.
Questo gioiello è nato intorno all'anno Mille, voluto dalla
potentissima famiglia dei Sanseverino che dominava tutto il Cilento. Per secoli
ha vissuto, ha fatto la guardia alla valle, ha custodito vite, nascite, amori.
Poi, come tanti borghi del Sud, si è spento piano piano. Quando nel 1930 la ferrovia è arrivata giù a valle, la vita comoda ha chiamato tutti laggiù. Casa dopo casa, famiglia dopo famiglia. Fino al 1977, quando l'ultimo abitante ha chiuso la porta e se ne è andato. Da allora, San Severino è rimasto lì, in pausa.
Se sei come me, un esploratore dell'anima, un cercatore di
luoghi dove la storia e la natura selvaggia si abbracciano, San Severino è il
tuo posto segreto. Io l'ho vissuto così:
Ho camminato nei vicoli di pietra invasi dall'edera, sembra
di stare dentro un film fantasy. Ogni angolo è una foto da copertina.
Ho salutato le case senza tetto, con le finestre spalancate
sul nulla e sull'infinito. Entri e vedi il cielo al posto del soffitto.
L ho visitato per intero, fino a raggiungere la cima. E lì... lì ho capito perché vale la pena di salire. Il panorama sulla Gola del Mingardo, sul Monte Bulgheria e sul mare di Palinuro in lontananza è uno dei più spettacolari di tutto il Cilento. Selvaggio. Incontaminato.
E' una delle ghost town piu' autentiche d'Italia. Non nel senso
horror da film americano, ma nel senso più puro del termine: un borgo
disabitato da decenni, con case vuote, vicoli deserti, porte aperte sul vuoto e
un silenzio che è la sua voce più forte.
È a pieno titolo tra i luoghi urbex più belli e accessibili
del Sud Italia. La natura non l'ha distrutto, l'ha abbracciato.
Ci sono fantasmi? Ufficialmente no, nessuna leggenda nera.
Ma ti giuro che mentre esplori ti guardi intorno e hai la sensazione di essere
osservato.Ti aspetti che da una porta esca un vecchietto del '600 con una
brocca in mano. Le voci del vento sembrano parole antiche.
La sua leggenda è questa: un borgo che, pur abbandonato, continua a raccontare. E ti dice: "Vieni. Guardami. Scoprimi."
NOTE
- San
Severino di Centola è visitabile? Sì, liberamente e gratis, ma con scarpe
da trekking e attenzione.
- Perché
è stato abbandonato? Per lo spostamento a valle dopo l'arrivo della
ferrovia.




















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