Una delle cose... tante cose che mi piacciono tanto sono
le chiese di campagna, hanno quel fascino particolare davvero unico.
Quella di cui vi parlo oggi è la Chiesetta di Santa Maria di
Monte Suevo, ad Eboli Sa.
È semi nascosta, davvero difficile da trovare. Se non conosci la zona, ci passi davanti e non la vedi. Immersa tra gli ulivi, sopra le colline che guardano la Piana. Credo sia in una proprietà privata, devo averlo letto da qualche parte ma non ricordo bene, ed è per questo che non è aperta al pubblico ed è davvero un gran peccato, perché oltre ad essere molto bella ha anche alcune storie interessantissime che la circondano.
Siamo nel 1833. Un ebolitano sogna
per più notti di fila la Madonna che gli dice: "Scava a Suevo". Ne
parla al proprietario del fondo. Iniziano a scavare tra gli
ulivi e dopo pochi giorni trovano davvero una piccola statuetta della Madonna.
La mettono in una grotticella naturale lì vicino.
In pochi anni diventa un piccolo santuario popolare. La
gente saliva a piedi per un antico sentiero di montagna, con grosse pietre al
collo in segno di penitenza, cantando :
"Madonna di Monte Suevo dimmi la grotta dov'è. E
dinto all'aulive facci grazia o Maria"
Il culto cresce così tanto che gli arcivescovi di Salerno iniziano a visitarla la chiesa e' ben tenuta e custodita addirittura da un eremita.
Poi nel 1917 succede qualcosa. Arriva l'arcivescovo Grasso
con un frate cappuccino e trova una situazione al limite della superstizione:
dietro l'altare, nella grotticella dove era stata trovata la statuetta, lumi
accesi, ex voto strani, pietre enormi portate dai pellegrini e addirittura
discipline di ferro per flagellarsi. Fa togliere tutto. Da quel momento ordina
che il Primicerio di Eboli controlli il santuario per evitare che "la
venuta al santuario diventi un pretesto ai malevoli per compiere riprovevoli
azioni".
Oggi la chiesetta è nella circoscrizione di S. Maria del
Carmine e S. Eustachio. È piccolissima: un'unica navata, sacrestia esterna, un
solo altare con la statua di Santa Maria di Monte Suevo in una teca di legno. E
dietro l'altare, ancora lì, c'è la grotticella con la statuetta originale
ritrovata da Vito.
La festa si celebra ancora la prima domenica di settembre, ma la chiesa, essendo in terreno privato, resta quasi sempre chiusa. Un gioiello dimenticato che meriterebbe di essere riaperto.
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